Alle elementari ero comunista, ovvero: della settimana bianca. [prima parte]
Alle elementari ero comunista, me ne rendo conto adesso, ché allora, prenderne coscienza non era cosa facile, anche perché cosa fosse il comunismo non me l'aveva mai spiegato nessuno, sarà che la nonna materna invece dei circoli operai frequentava la chiesa e la nonna paterna aveva in casa i 45 giri coi discorsi del duce. Questo avrebbe dato alla mia scelta politica una certa genuinità, a pensarci ora. Comunque, dicevo, ero comunista. Quello che mi rendeva comunista era la coscienza di classe, che mi dicono essere un po' l'anima del comunismo. Ché forse coscienza di classe è un tantino esagerato, in pratica era una cosa tipo che la gente molto ricca non mi stava simpatica, ecco. In effetti c'era questa mia compagna di classe, dove "compagna" e "classe" sono da intendersi in senso scolastico e non marxista, questa compagna scolastica di classe scolastica che chiamerò Anastasia perché non mi pare il caso di usare il suo vero nome, andava a fare la settimana bianca, tutti gli anni. Di per sé, niente di male, neanche sapevo cosa fosse questa benedetta settimana bianca, pensavo avesse a che fare con la dieta o roba del genere, ma la sventurata stava a casa da scuola intorno a febbraio, quando vacanze non ce n'erano, stava a casa e non è che fosse ammalata, no, andava in settimana bianca, neanche inventava una scusa. Questa cosa mi lasciava piuttosto male, anche se ancora non sapevo come chiamarla era un'ingiustizia sociale, i capitalisti stanno a casa da scuola quando gli pare e i proletari no. Insomma io se volevo stare a casa da scuola dovevo inventarmi qualche malanno che puntualmente mia mamma smascherava senza colpo ferire, ché secondo me avrebbero potuto darle un lavoro in ospedale, che quanto a diagnosi, mia mamma, neanche il dottor House.
Più tardi, una volta realizzato che settimana bianca era andare a sciare mi si è presentato il problema dal punto di vista più strettamente economico. Sono stato invitato diverse volte a partecipare a queste settimane bianche scoprendone i costi proibitivi. C'era da comprare dei vestiti apposta, della roba che poi non si poteva mica mettere addosso il resto dell'anno, poi c'era da noleggiare l'attrezzatura, poi c'era questo coso, lo skipass, che pareva fosse la cosa più costosa di tutte, poi tutte le altre spese delle vacanze in generale, insomma una roba che non si poteva fare, la classe operaia non va a sciare, la classe operaia gioca a calcio al campetto. Che fortunatamente è uno sport che vale per tutte le stagioni, tra l'altro. Comunque l'aggiunta del dato economico inquadrava il tutto in un'ottica più strettamente comunista, la classe sociale si faceva più definita, insomma si identificavano più chiaramente i buoni e i cattivi. I capitalisti son cattivi perché possono permettersi di andare a sciare.
È ovvio che una situazione del genere poi ti porta a fare delle scelte politiche ben precise: che dal conflitto della settimana bianca alla discografia di Guccini il passo è breve. Anche se questa cosa della discografia di Guccini, all'epoca non è che m'avesse preso poi tanto, ché ero più nel punk rock, e sì, avevo imparato a suonare l'avvelenata, ché c'erano le parolacce, e la locomotiva, ché c'era l'anarchia, ma poi bon, ascoltarmi tutto un disco, m'annoiavo. E qui direi che termino il preambolo a quello che doveva essere il post, ché s'è fatto lungo e poi la gente smette di leggere.
FINE PRIMA PARTE.
Più tardi, una volta realizzato che settimana bianca era andare a sciare mi si è presentato il problema dal punto di vista più strettamente economico. Sono stato invitato diverse volte a partecipare a queste settimane bianche scoprendone i costi proibitivi. C'era da comprare dei vestiti apposta, della roba che poi non si poteva mica mettere addosso il resto dell'anno, poi c'era da noleggiare l'attrezzatura, poi c'era questo coso, lo skipass, che pareva fosse la cosa più costosa di tutte, poi tutte le altre spese delle vacanze in generale, insomma una roba che non si poteva fare, la classe operaia non va a sciare, la classe operaia gioca a calcio al campetto. Che fortunatamente è uno sport che vale per tutte le stagioni, tra l'altro. Comunque l'aggiunta del dato economico inquadrava il tutto in un'ottica più strettamente comunista, la classe sociale si faceva più definita, insomma si identificavano più chiaramente i buoni e i cattivi. I capitalisti son cattivi perché possono permettersi di andare a sciare.
È ovvio che una situazione del genere poi ti porta a fare delle scelte politiche ben precise: che dal conflitto della settimana bianca alla discografia di Guccini il passo è breve. Anche se questa cosa della discografia di Guccini, all'epoca non è che m'avesse preso poi tanto, ché ero più nel punk rock, e sì, avevo imparato a suonare l'avvelenata, ché c'erano le parolacce, e la locomotiva, ché c'era l'anarchia, ma poi bon, ascoltarmi tutto un disco, m'annoiavo. E qui direi che termino il preambolo a quello che doveva essere il post, ché s'è fatto lungo e poi la gente smette di leggere.
FINE PRIMA PARTE.
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